Color Mixing Extruder

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Oltre al noto flusso canalizzatore di Immagina e Crea, esiste un altro metodo per stampare a colori. Questo sistema prevede un hotend con nozzle in grado di sciogliere più di un filo e di conseguenza miscelare i vari colori.

diamond-hotend-prints[1]

MarlinKimbra o MK4due consente l’uso anche di questo sistema vediamo come.

Innanzitutto dobbiamo sapere quanti estrusori veri monteremo sulla nostra stampante, per esempio se monteremo un Diamond Hotend dobbiamo avere tre estrusori, ma essendo quest’ultimi facenti parte di un insieme il FW lo vedrà come unico estrusore.

In Configuration_Basic.h settiamo quindi a 1 il numero di estrusori:

/***********************************************************************
************************** Extruders number ***************************
***********************************************************************/
// This defines the number of extruder real or virtual
#define EXTRUDERS 1

Ma avendo fisicamente tre motori settiamo a tre DRIVER_EXTRUDER:

// This defines the number of Driver extruder you have and use
#define DRIVER_EXTRUDERS 3

Ora apriamo il file Configuration_Feature.h e abilitiamo COLOR_MIXING_EXTRUDER:

#define COLOR_MIXING_EXTRUDER

E settiamo quanti Tools virtuali abbiamo, i tools virtuali sarebbero i nostri colori mixati, come se avessimo n fili ognuno con un colore ben definito. Per ora lasciamo a 16.

// Use the Virtual Tool method with M163 and M164
#define MIXING_VIRTUAL_TOOLS 16

Abbiamo sempre un solo hotend quindi abilitiamo sempre la voce SINGLENOZZLE:

#define SINGLENOZZLE

Ora il nostro firmware è pronto, è inutile dire che in questo caso a differenza degli altri sistemi, vedi MKR4, NPr2 o il Dondolo il numero dei driver per gli estrusori deve essere per forza il numero di motori che vogliamo mettere, quindi nel caso del Diamond ci servirà una scheda con 3 driver per gli estrusori, l’Alligator con la piggy può esserci utile.

Dopo aver scaricato il FW nella nostra scheda e collegata a un host settiamo i nostri parametri. Prima di tutto dobbiamo definire i colori, questo perché per ora le informazioni non ci arrivano dagli slicer, l’unica informazione è il Tools T0 – T1 – T2 etc etc.

Immaginiamo di avere i classici tre colori Red – Green – Blu su i tre estrusori. Passiamo a creare i Tools, ne abbiamo 16 vi ricordate, virtuali.

Iniziamo a spiegare i comandi:

M163 S[index] P[mix value], con questo comando diciamo che usiamo l’estrusore[index] di un valore[mix value], il valore è un numero con la virgola compreso tra 0 e 1, dove 1 sta per il 100% e 0 per lo 0%. Per capirci il colore finale sarà composto da una percentuale di E0 + una percentuale di E1 + una percentuale di E2 e il totale deve fare 100%. Questo è dovuto al fatto che oltre a stampare di un certo colore noi cmq dobbiamo estrudere un valore fisso di materiale che deve comporre il nostro oggetto. Quindi se l’oggetto è fatto di rosso l’estrusione sarà del 100% di E0 + 0% di E1 + 0% di E2, se invece è un colore X avrà valori diversi per ogni estrusore, ma sempre il 100% di materiale deve estrudere.

Quindi creiamo il primo Tools T0, che sarà di Rosso.

M163 S0 P1 ; 100% Red
M163 S1 P0 ; 0% Green
M163 S2 P0 ; 0% Blu

Ora salviamo questa combinazione di colori nel nostro Tools T0 si usa il comando:

M164 S[index], dove l’index è il nostro Tools, quindi:

M164 S0 ; Store color mixing in tools T0

Ora creiamo il Tools Green:

M163 S0 P0 ; 0% Red
M163 S1 P1 ; 100% Green
M163 S2 P0 ; 0% Blu

E salviamolo sul Tools T1:

M164 S1 ; Store color Mixing in Tools T1

Creiamo il Tools T2 Blu:

M163 S0 P0 ; 0% Red
M163 S1 P0 ; 0% Green
M163 S2 P1 ; 100% Blu

E salviamolo sul Tools T2:

M164 S2 ; Store color Mixing in Tools T2

Creiamo un Giallo:

M163 S0 P0.5 ; 50% Red
M163 S1 P0.5 ; 50% Green
M163 S2 P0 ; 0% Blu

E salviamolo sul Tools T3:

M164 S3 ; Store color Mixing in Tools T3

Creiamo un Viola:

M163 S0 P0.5 ; 50% Red
M163 S1 P0 ; 0% Green
M163 S2 P0.5 ; 50% Blu

E salviamolo sul Tools T4:

M164 S4 ; Store color Mixing in Tools T4

Creiamo un Celeste:

M163 S0 P0 ; 0% Red
M163 S1 P0.5 ; 50% Green
M163 S2 P0.5 ; 50% Blu

E salviamolo sul Tools T5:

M164 S5 ; Store color Mixing in Tools T5

Creiamo un Arancio:

M163 S0 P0.7 ; 70% Red
M163 S1 P0.3 ; 30% Green
M163 S2 P0 ; 0% Blu

E salviamolo sul Tools T6:

M164 S6 ; Store color Mixing in Tools T6

Ora senza fare tutta la palette colori mi sembra abbastanza chiaro come definire un colore e come memorizzarlo su di un tools virtuale.
A questo punto apriamo Host e settiamo la stampante con 16 estrusori, magari mettiamo per ogni estrusore l’esatto colore che abbiamo messo nei nostri Tools cosi è più chiaro. Importiamo il nostro oggetto e settiamo per ogni parte che ci interessa un Tools (estrusore). Per farvi capire ho messo 7 pezzi di colore diverso da 1 a 7.

Color_mixing

Facciamo lo slicing e mandiamo in stampa. A ogni cambio di Tools (estrusore) il FW non lo interpreta come un vero è proprio cambio di estrusore, ma applicherà la percentuale decisa per quel Tools ai tre estrusori. Per farvi capire se arriva un comando G1 E1, quindi estrudi 1 mm e stiamo usando il Tools T0, l’estrusore E0 estruderà 1 mm e gli altri due 0. Mentre se stiamo usando il Tools T4 (Giallo) l’estrusore E0 estruderà 0,5 mm, l’estrusore E1 0,5 mm e l’estrusore E2 0 mm, quindi sempre 1 mm di materiale uscirà dal nozzle, ma di colore giallo.

La sequenza di comandi M163 e M164 può essere aggiunta all’inizio del gcode o inserita nello start gcode in modo da poter salvare il gcode finale nella sd con gli esatti colori voluti.

Buon divertimento.

MagoKimbra.

 

 

Più estrusori con un solo driver con il sistema MKR4.

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ATTENZIONE!!! Questo articolo è vecchio. Il sistema MKR4 è stato sostituito con il più nuovo sistema MKR6 che permette l’uso di 6 estrusori con due driver e soli 2 pin d’abilitazione, sempre con l’uso di una scheda a 8 relé. A presto la guida.

 

Questo articolo spiega come si può far funzionare fino a 6 estrusori con una normalissima scheda che ha un solo driver per estrusori.

Prima cosa bisogna acquistare una scheda arduino da 6 o più relè. Verificare che sia optoisolata e funzionate a 5v.

Esempio:

SainSmart-8-Channel-DC-5V-Relay-01[1]

Una volta fatto questo abilitiamo MarlinKimbra o MK4due a questa funzione, per prima cosa diciamo al FW che abbiamo 4 estrusori:

/***********************************************************************
************************** Extruders number ***************************
***********************************************************************/
// This defines the number of extruder real or virtual
#define EXTRUDERS 4

Poi definiamo che abbiamo un solo driver per gli estrusori:

// This defines the number of Driver extruder you have and use
#define DRIVER_EXTRUDERS 1

A questo punto andiamo in Configuration_Feature.h e abilitiamo MKR4:

/***********************************************************************
************************* Multiextruder MKR4 **************************
***********************************************************************
* *
* Setting for more extruder width relay system *
* See Configuration_pins.h for pin command relay *
* *
* Uncomment MKR4 to enable this feature *
* *
* Uncomment INVERTED_RELE_PINS if your relay switches with GND *
***********************************************************************/
#define MKR4
//#define INVERTED_RELE_PINS
/***********************************************************************/

C’è anche la possibilità di invertire il segnale per far scattare i relè se per caso si attivano con livello basso…

Dobbiamo anche dire al Firmware che pur avendo 4 estrusori però abbiamo un solo Hotend, quindi sempre in Configuration_Feature.h abilitiamo Singlenozzle:

/***********************************************************************
**************************** Single nozzle ****************************
***********************************************************************
* *
* This is used for single nozzle and multiple extrusion configuration *
* *
* Uncomment SINGLENOZZLE to enable this feature *
* *
***********************************************************************/
#define SINGLENOZZLE
/***********************************************************************/

Tutto questo lo possiamo fare in maniera semplice e rapida con il configuratore on line che trovate qui sul blog.

Ora per concludere la parte Firmware andiamo in Configuration_Pins.h e diciamo al Firmware quali sono i pin che servono per far scattare i relè. Per ogni estrusore oltre E0 ci vuole 1 pin, quindi nel nostro caso abbiamo bisogno di 3 pin per E1, E2 e E3:

#define E0E1_CHOICE_PIN 4
#define E0E2_CHOICE_PIN 5
#define E0E3_CHOICE_PIN 6

Questi tre pin sono un esempio, ma cambiano da scheda in scheda. Per la Ramps 1.4 si possono usare i pin per i servo lasciando il pin 11 per un eventuale servo bed level.

Ora passiamo al cablaggio, prendiamo i 4 fili che escono dal driver E0 e li colleghiamo in questa maniera:

MKr4 collegamenti new

Come vedete è abbastanza semplice. Il nero che esce dal driver lo colleghiamo in parallelo su tutti i cavi neri dei vostri 4 motori, stessa cosa facciamo per il rosso. Il nero e il rosso sono l’uscita A1 e B1 del driver, quindi 1 di una coppia e l’altro dell’altra coppia.

Mentre A2 il verde e B2 il blu li andiamo a mettere sul centrale dei due primi relè. I Normalmente Chiusi dei due primi relè li andiamo a collegare al verde e blu del primo motore che sarebbe E0, in questo modo quando i relè sono nella situazione tutti non eccitati il motore che andremo a controllare sarà appunto E0.

I Normalmente Aperti dei due primi relè andranno sui centrali della prossima coppia di relè, mi raccomando non invertite le coppie, mantenete la connessione a due a due…

I Normalmente Chiusi della seconda coppia andranno al verde e blu del secondo motore E1.

I Normalmente Aperti andranno a servire la successiva coppia sempre sul centrale.

I Normalmente Chiusi della terza coppia andranno al verde e blu del terzo motore E2.

I Normalmente Aperti andranno al quarto motore E3, nel caso avessimo più estrusori ripeteremo l’operazione dei precedenti, quindi non andranno al motore bensì ai centrali della prossima coppia…

E’ facilmente intuibile che a secondo di quanti estrusori vogliamo montare basta diminuire o aumentare di due i relè.

La prima coppia serve per commutare tra E0 e seconda coppia.

La seconda coppia serve per commutare tra E1 e terza coppia. Nel caso volessimo solo 3 estrusori ci possiamo fermare qui mettendo al posto della terza coppia i fili al terzo motore.

La terza coppia serve per commutare tra E2 e E3 o quarta coppia per andare avanti con gli estrusori.

I relè vanno alimentati con una 12v fissa da prendere dall’alimentatore, poi hanno degli ingressi per farli commutare, in questo caso visto che dovranno commutare a coppie dovremmo collegarli tra loro l’in 1 e 2, l’in 3 e 4, l’in 5 e 6. Poi dobbiamo portare i 3 pin scelti per farli scattare E0E1_CHOICE_PIN, E0E2_CHOICE_PIN e E0E3_CHOICE_PIN.

Fatto tutto ciò possiamo alimentare la nostra scheda e dopo aver compilato e scaricato il fw passiamo alla fase di test.

Se abbiamo fatto tutto come si deve dovremmo avere questo risultato: Se ci colleghiamo con Host i relè dovrebbero rimanere tutti nello stato di quiete, ma se passiamo da E0 a E1 dovremmo sentire commutare i primi due relè, ce ne possiamo accorgere dai led che di solito sono montati sulla schedina relè.

Se passiamo da E1 a E2 vedremo scattare anche la seconda coppia di relè e infine come passiamo da E2 a E3 scatterà l’ultima coppia di relè.

A questo punto possiamo provare il tutto. disabilitiamo il controllo di temperatura con il comando M302, questo fa in modo che possiamo estrudere anche se la temperatura dell’hotend non è al di sopra del minimo…

Proviamo a estrudere con ogni singolo estrusore, sentirete i relè commutare ogni qualvolta cambiate estrusore.

Di seguito un video che mostra la scheda Alligator che senza la piggy controlla 3 Bulldog XL. Buon divertimento.

MagoKimbra.

EEPROM cos’è e come si usa

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Faccio una piccola guida sull’uso della EEPROM sulle schede e come i FW lo usano…
Per quanto riguarda Marlin e MK si abilita con la riga:

#define EEPROM_SETTINGS

Una volta abilitata il fw userà la eeprom per alcuni dati, sopratutto quelli di movimento, per esempio gli step per mm, i feedrate, le accelerazioni etc etc. Più alcuni altri dati come i pid e le geometrie della delta.
Questa eeprom non è altro che una memoria riscrivibile, ma che non si cancella con un nuovo download del fw. Ricordatevelo non si cancella, può essere solo riscritta…
Nelle memorie non c’è scritto il dato a cosa corrisponde è il fw che sa come è catalogato… I dati vengono memorizzati in byte e quindi si leggono o in binario o in esadecimale..
Facciamo un esempio con una memoria da 10 byte:

00 50 00 50 00 50 02 71 01 2C

Ora cosa sono questi dati?
Sono dei valori esadecimali, ma a cosa corrispondono?
Il fw sa come leggerli e li legge. Per esempio legge un step per mm (X, Y, Z, E) sono numeri interi un intero occupa 2 byte, quindi prende i primi due dati e li trasforma in intero, 00 50 in decimale corrisponde a 80, stessa cosa vale per i prossimi due, 00 50 -> 80 e cosi via.
Ma se invece di leggere step per mm leggo altro quei numeri corrisponderanno a altro. Questo non va bene quindi la prima cosa che devo leggere è qualcosa che dice al FW si questa struttura di eeprom l’ho scritta io e quindi conosco la struttura..
Quindi il FW la prima cosa che scrive è una specie di check che poi leggerà e se corrisponde a quella che ha sa che il fw corrisponde..
Se guardate in configuration_store.h trovate:

#define EEPROM_VERSION "V25"

/**
 * V25 EEPROM Layout:
 *
 *  ver
 *  M92   XYZ E0 ...      axis_steps_per_unit X,Y,Z,E0 ... (per extruder)
 *  M203  XYZ E0 ...      max_feedrate X,Y,Z,E0 ... (per extruder)
 *  M201  XYZ E0 ...      max_acceleration_units_per_sq_second X,Y,Z,E0 ... (per extruder)
 *  M204  P               acceleration

Come vedete c’è la struttura, e il primo valore è la versione V25.
Quindi quando il FW legge, se trova come primo valore V25 allora dice è una struttura che conosco e la legge…

Prendiamo una scheda nuova, appena comprata, la EEPROM è vuota. Il FW legge e non trova la sua versione quindi non continua e userà i valori messi nel FW stesso…
A questo punto io modifico un parametro per esempio con M92 cambio gli step di X, nel FW è a 80.

M92 X90

Porto il valore degli step per mm di X da 80 a 90. Poi scrivo la EEPROM M500, a questo punto viene scritta tutta la struttura compresa la versione…

Quando riaccendo la scheda, il fw legge la EEPROM trova il suo valore V25 e a quel punto legge i dati, TUTTI, e li sovrascrive a quelli che ha di default.. Quindi dal momento che ho fatto M500 gli step per mm di X saranno a 90, il resto invece visto che non ho cambiato nulla rimane invariato…

Ma decido di aggiornare i driver da i 4988 agli 8825, cambio i valori in step per mm nel fw da 80 per X Y Z a 160.. Scarico nella scheda e succede che mi sballano tutte le misure e mi chiedo perché???
Il perché è semplice, come ho detto prima, la EEPROM non viene cancellata con un download di un nuovo fw, il fw non è cambiato, ma ho solo cambiato quei valori e quindi leggendo la EEPROM trova la sua versione e legge i dati in EEPROM. I dati in EEPROM sono (90, 80, 80), 90 perché lo avevamo cambiato, e i due 80 che erano quelli di default, ed ecco che non ci combina nulla…

Quindi prima cosa è leggere i dati in modo di verificare che tutto sia ok.
M503 fa la lista di tutti i valori e leggendo Step per mm M92 X90 Y80 Z80 ci dovremmo chiedere come mai visto che li ho cambiati nel FW???
Come si fa a rimettere le cose a posto?
Semplice ci sono altri due comandi M502 e M501:

  • M501 Legge i valori in EEPROM e sovrascrive quelli che ha in memoria.
  • M502 legge quelli scritti nel FW e li sovrascive a quelli che ha in memoria.

Quindi facendo M502 metteremo i valori degli step e di tutto il resto apposto, facendo M503 vedremo i nostri valori giusti M92 X160 Y160 Z160…
Ma nella EEPROM ci sono ancora quelli vecchi… Quindi se questi sono quelli giusti basta fare M500 e memorizzare i nuovi valori in questo modo alla prossima accensione i valori saranno quelli giusti X160 etc etc. Ma se non lo facciamo alla prossima accensione torneranno a essere X90 Y80 Z80 ridandoci i problemi…

A questo punto uno si chiede a cosa serve tutto ciò che porta solo problemi… La risposta è semplice, basta conoscere e sapere come si usa… Perché mai si è rifatto un download del FW modificando gli STEP da 80 a 160 invece di usare il comando M92 X160 Y160 Z160 e poi M500 avremmo risparmiato tempo e problemi.. E’ proprio per questo che si usa la EEPROM cambiare i valori senza dover scaricare tutto, naturalmente laddove è possibile…

Cosa serve invece:

#define EEPROM_CHITCHAT

Serve solo a far si che all’accensione si leggano tutti i valori, avete presente quando vi collegate alla stampante viene fuori la lista dei comandi con i relativi parametri. Ecco serve solo a quello. Cmq è sempre possibile leggere i valori M503

ATTENZIONE M503 non legge i valori in EEPROM, legge quelli che sta usando, quelli contenuti nella memoria del processore…

Ora torniamo un attimo a quel discorso della versione.. In MK siamo arrivati a V25, se dovesse cambiare perché il sottoscritto cambia qualcosa nella struttura ecco che al prossimo riavvio la EEPROM non è letta e quindi si perderebbero i valori, quindi controllate se usate la eeprom e magari salvatevi il log dopo un M503 per poter reinserire i valori corretti…
Un’altra cosa, come ho detto prima la prima cosa che viene scritta è la versione quindi V25 che equivale a 3 byte che saranno tra valori esadecimali della conversione ascii in HEX: V25 in hex è 56 32 35.
Ora se per qualche combinazione strana i primi tre valori della eeprom, per esempio se passo da Repetier a MK sono proprio quelli, che magari in repetier avevano un altro senso ecco che per il FW quella è una EEPROM da leggere, ma tutti i valori successivi saranno sballati, quindi step, feedrate, acc etc etc saranno tutti completamente errati.. Cosa si fa in questo caso? Il solito un bel M502 (ricarica quelli del FW) e un bel M500 che cosi pulisce tutto riscrivendo quelli esatti….

Il misterioso caso delle frecce in Repetier-Host o Printrun!!!

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Vediamo se riusciamo svelare questo misterioso caso, visto che continuo a leggere di persone che si perdono su questo mistero misterioso, la butto sullo scherzo almeno (spero) non c’è nessuno che si offende!!!

Siamo nel mondo 3D, 3 dimensioni, e anche in questo mondo ci sono delle cose ben definite, una di queste è la posizione di un oggetto nello spazio 3D.
Qualsiasi programma usiamo per progettare il nostro oggettino ha ben definito la sua posizione nello spazio, dato dalla pozione zero dei tre assi cartesiani.
Da questa foto possiamo vedere il nostro oggetto posizionato rispetto ai tre assi.

Il punto zero per X, Y e Z è il punto dove si intersecano i tre assi. Tutto lo spazio che si trova nelle direzioni delle tre frecce è positivo, dall’altra parte abbiamo lo spazio negativo.
A noi interessa solo lo spazio positivo, quindi guardando il piano il nostro punto zero è a sinistra – dietro – basso.
Andando a destra aumenterà positivamente la X, andando avanti aumenterà positivamente la Y, andando in alto aumenterà positivamente la Z.
Fino a qui tutto chiaro? Spero di si. Per molti quello che sto dicendo è elementare quindi me ne scuso e non è mio volere offendere nessuno, anzi se qualcuno ha voglia di ampliare il discorso penso che tutto il forum ne sarà grato.

Ora faccio un piccolo salto di argomento, i modelli radiocomandati, chi non ne ha avuto uno nella sua vita? Bene io ho avuto la fortuna di averne molti e di fare competizioni ad alto livello, ma di questo non ce ne può fregare di meno vero???
Ora immaginiamo di guidare un modello di automobile:

Noi siamo il pilota fermo e la macchina gialla deve andare da A a B, quello che dobbiamo fare è solo mandarla dritta. Se la macchina però deve andare da A a C dovremmo girare a destra, se invece deve andare da A a D dovremmo girare a sinistra. Mi sembra abbastanza intuitivo…
Ora nella nuova foto vi faccio vedere cosa succede quando il modello torna indietro venendoci incontro, lo spazio si gira di 180°.

Noi rimaniamo sempre fermi nella nostra posizione, ma il modello si è girato di 180°. Quando vogliamo andare da B ad A sempre avanti dobbiamo andare non è che spingiamo la leva dell’acceleratore all’inverso… Quando vogliamo andare da B a C è il modello che deve girare a sinistra, ricordo abbiamo ruotato lo spazio di 180° quindi non dobbiamo spingere la leva a destra bensì a sinistra. Stessa cosa per andare da B a D è il modello che gira a destra e noi dobbiamo spostare la leva a destra. Questo è quello che normalmente crea problemi a chi per la prima volta prende una radio in mano e guida un modello. Dice ma io voglio girare a destra, si ma è la tua destra, per il modello è la sua sinistra tu devi immaginare di essere sul modello.
Quindi cosa voglio dire, che la direzione di una freccia dipende dal punto di riferimento e no quello che noi vediamo.

Ma torniamo a noi alle nostre splendide stampanti 3D e alle misteriose frecce nei software, qualcuno avrà già capito dove voglio arrivare, ma andiamo per gradi.
Quello che noi spostiamo nello spazio è quella cosa che dovrà disegnare il nostro cubetto nello spazio, quindi dimenticatevi carrelli, motori, assi etc etc, l’unica cosa che noi muoviamo nello spazio è il nozzle, la punta da dove esce il filamento, la punta della nostra matita che dovrà disegnare il pezzo in 3D.
Solo e solo quello noi muoviamo, il resto a noi non interessa.
Quindi spostiamo la nostra punta dal punto 0,0,0 al punto 10,10,10 cosa succede?
Analizziamo le stampanti una alla volta pariamo dalla più comune cartesiana, tipo prusa.
Spostiamo la nostra punta dal punto X = 0 al punto X = 10, dovremmo spostarla a destra rispetto l’origine degli assi cartesiani. Quindi cliccheremo a destra fino al raggiungimento del punto X = 10.
Ora saltiamo per un attimo Y e passiamo a Z, anche qui dobbiamo passare da Z = 0 a Z = 10, quindi cliccheremo sulla freccia in alto per salire di 10 e la nostra punta salirà di 10.
Torniamo a Y, anche qui volgiamo passare da Y = 0 a Y = 10, rispetto al punto 0 dobbiamo andare in avanti di 10 quindi premiamo la freccia avanti, ma la freccia avanti non c’è, visto che il monitor è una superficie 2D la freccia è verso su.
Ma, c’è un ma, il brutto e cattivo progettista di una cartesiana ha bloccato la nostra matita sull’asse y, da li non si schioda manco con i calci (bhe forse con i calci si, però buttiamo la stampante). E quindi cosa succede?
Succede una cosa che ha del paranormale che paranormale non è, è il piano di stampa che si muove, ma se la punta deve andare in avanti rispetto alla nostra posizione invertendo lo spazio di 180°, come nel caso dei modelli, è il piano che verrà verso di noi!!! Wow!!!
Quindi spingendo la freccia Y in alto (davanti) non è il nozzle che si sposta bensì il piano che viene verso di noi in questo modo è come se il nozzle fosse andato in avanti? E’ chiaro???
Vediamo cosa succede per una coreXY. Spostiamo a destra e la matita va a destra spostiamo in avanti e la matita va avanti, ma cosa succede quando gli diciamo di alzarsi?
Ecco anche qui il cattivone di progettista ha bloccato la nostra matita sull’asse Z, e non si alzerà manco con il v i a g r a!!! Poverina….
E allora cosa succede? Succede che il piano, avendo girato lo spazio di 180° si abbasserà rispetto alla matita, in questo modo è come se la matita si fosse alzata. Quindi spingo la freccia in alto e il piano scende!!! Wow e doppio Wow!!!
Rimangono le Delta. Qui invece per fortuna non c’è stato nessun cattivone a combinarla grossa, se sposto a destra la matita va destra, se spingo avanti la matita va avanti se spingo su la matita va su… Wow e triplo Wow…
Quindi le frecce servono solo ed esclusivamente a spostare il nostro NOZZLE nello spazio 3D non carrelli, piatti etc etc, tutto è riferito al nozzle.
E il punto zero per come sono gli assi cartesiani è e sarà sempre a SINISTRA – DIETRO – BASSO.
Quindi noi ci troviamo come punto di osservazione sul punto 0,0,0 e quello che muoviamo è la matita per disegnare in 3D.

Tutto è riferito a quel punto e alla matita, su una prusa se spingo destra il carrello X si sposta a destra, se spingo avanti (su) non è la matita che si muove bensì il carrello che verrà verso di noi!! Chiaro???
Su una CoreXY se spingiamo Z in su il nozzle che non può muoversi sarà il piano che scenderà, simulando cosi l’alzamento del nozzle stesso…. A richiaro???

Eccovi svelato lo straordinario mistero delle frecce in repetier e printrun!!!